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Nella testa di Rospars

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Written by nomfup

agosto 29, 2013 at 8:20 am

Pubblicato su USA

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La galassia post-Obama

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Quando vinci una campagna elettorale – e che campagna – come quella di Obama 2012, hai un paio di scelte davanti: restare nell’amministrazione, esperienza incredibile, totalmente assorbente, faticosa, premiante più in termini di potere che di soldi. Oppure entrare (o rientrare) nel privato, tirare su una società di consulenza strategica, mettendo a frutto le competenze acquisite e, certo, l’accesso (come è stato in passato per i clintoniani come James Carville o Stan Greenberg o per lo staff di Bush).

Cerchiamo di fare, allora, un po’ di chiarezza sulle sigle che sono nate dopo novembre. Come Precision Strategies, la boutique elettorale di cui sono partner Teddy Goff (Digital Director di OfA), Stephanie Cutter (la vice di Jim Messina) e Jen O’ Malley Dillon (l’altra vice), tre dei più stretti collaboratori del Presidente. Tra i servizi della loro agenzia branding, campagna digitale, mobilitazione, trattamento dati e, va da sé, il crisis management su cui Cutter in particolare è una autorità mondiale.

Mitch Stewart e Jeremy Bird, invece, rispettivamente capo della organizzazione negli stati in bilico e Field Director di OfA 2012, ora guidano 270 Strategies, assieme a Lynda Tran e Betsy Hoover. Bird è anche coinvolto nella iniziativa Battleground Texas, rivolta a fare dello stato di George Bush un “battleground”. Di recente 270 Strategies ha potenziato il suo reparto digitale, sempre più centrale per le campagne elettorali.

Poi c’è Blue State Digital, dal 2008 fondamentale nella strategia online di Obama (allora con la sezione MyBarack Obama, oggi con app di grande successo come Quick Donate): alla guida di BSD (nel frattempo passata sotto l’ombrello del colosso globale WPP), è tornato Joe Rospars. Con lui collaborano Laura Olin (che per la campagna si occupava dei social network, ricordate l’abbraccio di Barack e Michelle su Twitter?), David Sebag, l’inglese Matthew McGregor (che per Obama seguiva il rapid response) e Stephen Muller.

Da poco fuori dalla Casa Bianca, anche lo speechwriter Jon Favreau ha aperto la sua agenzia di consulenza. Si chiama Fenway Strategies e suo partner è un altro veterano della amministrazione Obama, Tommy Vietor.

Sempre attiva, ovviamente, la ditta della vecchia guardia obamiana, la AKPD, fondata da David Axelrod e guidata da John Del Cecato, Larry Grisolano e John Kupper (società che, come è noto, in Italia ha dato una mano per la campagna elettorale di Mario Monti). Anita Dunn, invece, anche lei chiamata dal Presidente per gestire la comunicazione di crisi, ha sciolto la sua società di consulenza in SKDKnickerbocker; e anche un ex-collaboratore del settore comunicazione della Casa Bianca, Bill Burton, dopo avere fondato un SuperPAC democratico, Priorities USA Action, oggi è entrato nel Global Strategy Group.

Parallelamente, agisce Organizing for Action, l’erede della campagna di Obama diventata una associazione non-profit fortemente impegnata sui temi forti del secondo quadriennio come il “gun control”, guidata da Jim Messina, il numero uno del 2012, e da Jon Carson, con uno sguardo d’assieme provvisto dal solito Axelrod (che, tra l’altro, guida l’Institute of Politics dell’Università di Chicago presso il quale è stato chiamato anche Favreau).

Elettroni liberi, infine, Harper Reed (CTO della campagna 2012) e Michael Slaby (già in forza nella campagna 2008, poi Edelman e Chief Integration and Innovation Officer di OfA 2012, adesso alla Harvard School of Government), in giro per il mondo per consulenze e public speaking, ma entrambi a lavoro su progetti ancora da definire.

An englishman in Chicago

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Non c’erano solo smanettoni americani e nerd di Chicago nella campagna di Barack Obama. Ma anche un inglese, 33enne, anche lui proveniente da Blue State Digital: Matthew McGregor, tifosissimo del Norwich, in capo alla unità di risposta rapida del team del presidente. La sua presenza a Chicago sta facendo molto riflettere i più svegli nel Labour su come Big Data dovrà diventare il cuore della prossima sfida elettorale anche a Londra.

Written by nomfup

dicembre 29, 2012 at 1:39 pm

Les américains

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Americain? (foto tratta da Zimbio)

François Hollande si è rivolto alla squadra che ha aiutato Barack Obama nel 2008 per rivedere la strategia digitale della sua campagna. Secondo quanto scrive Le Parisien, sono già volati a Parigi Sam Jeffers e Ryan Davis di Blue State Digital. E tra qualche giorno sarebbe atteso nella capitale francese anche il capo della campagna 2012 di Obama, Joe Rospars. Se Nicolas Sarkozy ha arruolato Angela Merkel per alcuni suoi appuntamenti elettorali, Hollande mobilita nientemeno che il presidente americano.

Written by nomfup

gennaio 28, 2012 at 5:17 pm

I digitali di Obama

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Goff

A chiudere il triangolo digitale della campagna di Barack Obama, dopo Joe Rospars e Michael Slaby, arriva nel quartier generale di Chicago Teddy Goff. Che sarà “digital director” per il Presidente, dopo un bel periodo di lavoro con Blue State Digital.

Written by nomfup

Mag 10, 2011 at 11:57 pm

Tutti i Presidenti dell’uomo

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Joe Rospars

Sull’ultimo numero di Wired, il mensile diretto da Riccardo Luna, intervista con Joe Rospars, web guru di Barack Obama nel 2008 e della presidenta brasiliana Dilma Rousseff. Secondo il fondatore di Blue State Digital la strategia online di Sarah Palin è tutto fumo e niente arrosto. Quanto alle dritte per le campagne elettorali, Rospars è old style:

Sia nel 2004 che nel 2008, il punto non è mai stato quello delle tecnologie nuove di zecca. Piuttosto quello di far funzionare gli strumenti più innovativi al servizio delle vecchie priorità: coinvolgere più persone, farle parlare con i loro vicini di casa e portarle a votare il giorno delle elezioni. Non importa quali saranno i nuovi media, la novità nel 2012 riguarderà comunque lo sforzo di sviluppare ancora di più questi cari, vecchi principi.

Written by nomfup

marzo 10, 2011 at 3:48 pm

London Blogging

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A Londra, a Londra

E’ in corso a Londra Netroots UK, se non il primo, certo il più completo raduno della blogosfera britannica. Con guru, hacktivists ed aspiranti di destra e sinistra, liberali e senza patria, a fare il punto sullo stato della comunicazione politica online e il suo futuro in UK. Twitter in queste ore è un alveare di commenti.

Written by nomfup

gennaio 8, 2011 at 4:47 pm