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Posts Tagged ‘Matthew McGregor

La battaglia di Falkirk

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C’è una battaglia in corso per il futuro del Labour e della leadership di Ed Miliband, e si combatte a Falkirk. Dove il seggio lasciato vacante da Eric Joyce (un tipo fumino che si è trovato coinvolto in una specie di rissa a Westminster) è al centro di una controversia durissima tra le due anime del partito.

Quali? Ma le solite, ovviamente. Da una parte, quella più di sinistra, di rito sindacale, che amerebbe imporre la propria candidata, Karie Murphy, grazie all’aiutino di Unite, il sindacato primo finanziatore del Labour. Dall’altra, l’anima blairiana che, con Peter Mandelson, ha preso carta e penna e denunciato alla rivista “modernizzatrice”, Progress, per chiedere che non ci siano più Falkirk.

L’accusa al sindacato riguarda l’elettorato del processo di selezione del candidato che sarebbe stato gonfiato, con persone che si sarebbero trovate iscritte al partito a loro insaputa, grazie soltanto alla loro adesione a Unite. Insomma, una sorta di doping elettorale per favorire Murphy. Accuse che sono state respinte al mittente, sdegnato, dal segretario Len McCluskie, che ha minacciato le vie legali.

Ma abbastanza perché il partito congelasse la scelta del candidato di Falkirk, sulla base di un rapporto interno, non ancora reso pubblico, come lamenta il sindacato: “Ci troviamo ad essere colpevoli – ha spiegato la responsabile politica di Unite, Jennie Formby – prima ancora di avere ascoltato le accuse”.

E McCluskie ci è andato giù ancora più duro, denunciando le manovre per deragliare l’elezione di Murphy, a vantaggio magari di qualche “special adviser” educato a Oxbridge.

Sul piatto l’influenza del sindacato sulle scelte del partito, la presa del primo dei suoi finanziatori sulla formazione della squadra parlamentare e della classe dirigente laburista. E nel mirino dei blairiani c’è finito anche Tom Watson, il responsabile elettorale scelto da Miliband, un brownite di ferro, che conosce personalmente Murphy che è stata in passato una sua collaboratrice molto stretta. Il ruolo di Watson, che si è distinto nella battaglia contro Murdoch, è messo in discussione, e chissà che dietro lo scontro che divide la rosa del Labour non ci sia anche questa partita.

Ad avvelenare ulteriormente il quadro c’è il fatto che uno degli avversari della favorita a Falkirk sia Gregor Poynton, un modernizzatore blairiano che lavora per Blue State Digital, l’agenzia digitale che ha disegnato la strategia delle campagne 2008 e 2012 di Barack Obama. Miliband ha chiamato BSD dentro il quartier generale laburista, nominando Matthew McGregor – già a capo della risposta rapida della campagna di Obama – a sovrintendere alla parte social  e digitale del partito. E il Daily Mail ha parlato di pressioni esercitate su Poynton e Blue State Digital, come a dire che la collaborazione della agenzia con il Labour fosse in qualche modo condizionata all’esito della corsa di Falkirk.

Veleni, già. E molto spin, come ai vecchi tempi di Blair e Brown. Ma il profilo della leadership di Ed, più legato alla cordata sindacale che lo ha fatto vincere sul fratello David o più libero di correre al centro, si gioca nella Forth Valley. E non è peregrino pensare che sia stato lo stesso Miliband a drammatizzare la situazione per mostrarsi più autonomo dal grip di Unite (o è solo poliziotto buono-poliziotto cattivo?)

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Written by nomfup

luglio 2, 2013 at 7:54 am

Ritorno a casa per il team Obama

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Il dream team digitale della campagna elettorale di Barack Obama torna a casa. Il capo dello sforzo online del Presidente nel 2012, Joe Rospars, è stato nominato chief executive officer di Blue State Digital, l’agenzia di cui è tra i fondatori.

Con lui rientrano alla base l’inglese Matthew McGregor, titolare nella campagna del rapid response, che diventerà il direttore politico di BSD e Stephen Muller, l’uomo dei video per il web, che sarà Vicepresidente e responsabile della strategia.

Anche Laura Olin, la persona che curava i social media del candidato Obama – per intenderci, la mano che ha twittato la viralissima foto dell’abbraccio di Barack e Michelle dopo la vittoria – sarà consulente, così come Dave Sebag che per BO si occupava di tecnologia applicata agli smartphone.

Assieme a questa squadra di campioni, entrano (o rientrano) in Blue State Digital anche Gillea Allison, Tom Bucchere, Yahel Carmon, Lizzy Chan, Steve Jacobs, Danielle Kantor, Agnes Mazur, Lauren Parks, Mika Rothman, Jack Steadman e Drew Tipson.

An englishman in Chicago

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Non c’erano solo smanettoni americani e nerd di Chicago nella campagna di Barack Obama. Ma anche un inglese, 33enne, anche lui proveniente da Blue State Digital: Matthew McGregor, tifosissimo del Norwich, in capo alla unità di risposta rapida del team del presidente. La sua presenza a Chicago sta facendo molto riflettere i più svegli nel Labour su come Big Data dovrà diventare il cuore della prossima sfida elettorale anche a Londra.

Written by nomfup

dicembre 29, 2012 at 1:39 pm

Rubalcama

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I socialisti spagnoli si affidano ai consiglieri digitali di Barack Obama, quelli di Blue State Digital e ai buoni uffici del Center for American Progress per mettere in rete il candidato Rubalcaba. Si vota a novembre.

Written by nomfup

luglio 29, 2011 at 6:05 pm

Yes We Man (Utd)

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C’è lo zampino degli Obama boys anche dietro la spettacolare protesta dei tifosi del Manchester United, andata in scena sugli spalti della finale della Carling Cup ieri contro l’Aston Villa.

Diavoli gialloverdi

Da giorni i fans dei diavoli rossi si stanno mobilitando contro Malcolm Glazer, il proprietario americano della squadra, indebitata fino al collo. E hanno pensato di usare i colori verde e giallo della cellula originaria del Man Utd, il Newton Heath, per manifestare la loro protesta contro la proprietà.

Per diffondere sulla rete – e tra i milioni di fans sparsi per il mondo – la sua iniziativa, il MUST (Manchester United Supporters Trust) si è rivolto a Blue State Digital, l’agenzia che ha inventato MyBarackObama.com e che è stata coinvolta in diverse campagne di protesta in Gran Bretagna (come, ad esempio, quella contro la privatizzazione delle Poste).

Matthew McGregor, testa di Blue State Digital a Londra

Così, i festeggiamenti per la vittoria della squadra di Wayne Rooney si sono tenuti in uno stadio, quello di Wembley, divenuto per l’occasione un tripudio gialloverde. Quasi fosse il Maracanà.

Written by nomfup

marzo 1, 2010 at 1:08 pm