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Posts Tagged ‘Stephanie Cutter

Cutter Edge

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Stasera Stephanie Cutter, una delle collaboratrici più strette di Barack Obama oggi consulente politica e commentatrice tv fascia alta. sarà a Londra. Lei la risposta laburista a David Cameron che si è assicurato i servigi di Jim Messina, ex-capo campagna del presidente americano? Cutter terrà il discorso “di Natale” a Labour List, forse la realtà più dinamica online nell’orizzonte dei blog progressisti inglesi.

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Written by nomfup

dicembre 18, 2013 at 11:45 am

La galassia post-Obama

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Quando vinci una campagna elettorale – e che campagna – come quella di Obama 2012, hai un paio di scelte davanti: restare nell’amministrazione, esperienza incredibile, totalmente assorbente, faticosa, premiante più in termini di potere che di soldi. Oppure entrare (o rientrare) nel privato, tirare su una società di consulenza strategica, mettendo a frutto le competenze acquisite e, certo, l’accesso (come è stato in passato per i clintoniani come James Carville o Stan Greenberg o per lo staff di Bush).

Cerchiamo di fare, allora, un po’ di chiarezza sulle sigle che sono nate dopo novembre. Come Precision Strategies, la boutique elettorale di cui sono partner Teddy Goff (Digital Director di OfA), Stephanie Cutter (la vice di Jim Messina) e Jen O’ Malley Dillon (l’altra vice), tre dei più stretti collaboratori del Presidente. Tra i servizi della loro agenzia branding, campagna digitale, mobilitazione, trattamento dati e, va da sé, il crisis management su cui Cutter in particolare è una autorità mondiale.

Mitch Stewart e Jeremy Bird, invece, rispettivamente capo della organizzazione negli stati in bilico e Field Director di OfA 2012, ora guidano 270 Strategies, assieme a Lynda Tran e Betsy Hoover. Bird è anche coinvolto nella iniziativa Battleground Texas, rivolta a fare dello stato di George Bush un “battleground”. Di recente 270 Strategies ha potenziato il suo reparto digitale, sempre più centrale per le campagne elettorali.

Poi c’è Blue State Digital, dal 2008 fondamentale nella strategia online di Obama (allora con la sezione MyBarack Obama, oggi con app di grande successo come Quick Donate): alla guida di BSD (nel frattempo passata sotto l’ombrello del colosso globale WPP), è tornato Joe Rospars. Con lui collaborano Laura Olin (che per la campagna si occupava dei social network, ricordate l’abbraccio di Barack e Michelle su Twitter?), David Sebag, l’inglese Matthew McGregor (che per Obama seguiva il rapid response) e Stephen Muller.

Da poco fuori dalla Casa Bianca, anche lo speechwriter Jon Favreau ha aperto la sua agenzia di consulenza. Si chiama Fenway Strategies e suo partner è un altro veterano della amministrazione Obama, Tommy Vietor.

Sempre attiva, ovviamente, la ditta della vecchia guardia obamiana, la AKPD, fondata da David Axelrod e guidata da John Del Cecato, Larry Grisolano e John Kupper (società che, come è noto, in Italia ha dato una mano per la campagna elettorale di Mario Monti). Anita Dunn, invece, anche lei chiamata dal Presidente per gestire la comunicazione di crisi, ha sciolto la sua società di consulenza in SKDKnickerbocker; e anche un ex-collaboratore del settore comunicazione della Casa Bianca, Bill Burton, dopo avere fondato un SuperPAC democratico, Priorities USA Action, oggi è entrato nel Global Strategy Group.

Parallelamente, agisce Organizing for Action, l’erede della campagna di Obama diventata una associazione non-profit fortemente impegnata sui temi forti del secondo quadriennio come il “gun control”, guidata da Jim Messina, il numero uno del 2012, e da Jon Carson, con uno sguardo d’assieme provvisto dal solito Axelrod (che, tra l’altro, guida l’Institute of Politics dell’Università di Chicago presso il quale è stato chiamato anche Favreau).

Elettroni liberi, infine, Harper Reed (CTO della campagna 2012) e Michael Slaby (già in forza nella campagna 2008, poi Edelman e Chief Integration and Innovation Officer di OfA 2012, adesso alla Harvard School of Government), in giro per il mondo per consulenze e public speaking, ma entrambi a lavoro su progetti ancora da definire.

Il partito del Presidente

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Comandante in Capo

Dimenticatevi di Obama for America, il braccio elettorale che ha portato alla rielezione del presidente democratico. D’ora in poi, come ha rivelato il Los Angeles Times, si chiamerà Organizing for Action (stesso acronimo, OfA) e sarà quella che in gergo tecnico viene denominata una 501(c)4, una associazione non-profit a scopi sociali che presenta i vantaggi fiscali di non avere l’obbligo di rendere noti i finanziatori e di poter raccogliere fondi senza un tetto fissato.

Già nel 2008, la campagna elettorale si era tramutata in un veicolo solo parzialmente autonomo, Organizing for America, vissuto come un doppione dall’establishment del Partito democratico americano e prematuramente pensionato per evitare polemiche.

Oggi in Organizing for Action sono coinvolti tutti i protagonisti principali della campagna di Obama, da Jim Messina (che lo guiderà) al suo ex-portavoce Robert Gibbs, dalle sue strette collaboratrici Stephanie Cutter, Jennifer O’Malley Dillon e Julianna Smoot a Jon Carson, fino a poche ore fa all’ufficio per l’impegno comunitario della Casa Bianca e oggi in predicato di diventare il direttore esecutivo di OfA (ma ci saranno anche Erik Smith, un top fundraiser democratico come Frank White e, naturalmente, David Plouffe).

Il suo tesoretto sarà costituito dalla formidabile capacità di raccolta soldi espressa dalla campagna di Obama, dalla prossimità con il Presidente in carica, dai Big Data, l’immenso tesoro digitale di indirizzi e mail su cui è stata costruita la vittoria dello scorso novembre. Quasi un partito nel partito che potrà rivelarsi decisivo nelle corse per il mid-term e che, probabilmente, sarà l’embrione della futura presenza – politica? – di Obama nella vita pubblica a stelle e strisce. (h/t: Gianluca Di Tommaso)

Written by nomfup

gennaio 19, 2013 at 11:37 am

Inauguration Day

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Eva Longoria sarà uno dei quattro co-presidenti della Inauguration del Presidente Obama il prossimo 21 gennaio.

Già assegnati, nel grande giorno della nuova Casa Bianca, una serie di altri ruoli ai fedelissimi della campagna elettorale: Jim Messina sarà presidente della parata inaugurale , la portavoce Stephanie Cutter presiderà il Board of Directors, Jen O’Malley Dillon il National Day of Service, Julianna Smoot ai balli e ai ricevimenti, Rufus Gifford tesoriere e Patrick Gaspard il National Mall.

Written by nomfup

dicembre 8, 2012 at 4:21 pm

Che notte

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La campagna di Barack Obama mette le mani avanti sul dibattito, con Stephanie Cutter.

Written by nomfup

ottobre 3, 2012 at 3:37 pm

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Nuovo alla Koch

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La campagna di Barack Obama all’attacco: qui c’è tutto, fact-checking, negative, debunking.

Written by nomfup

maggio 4, 2012 at 9:48 am

Pubblicato su USA

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Iowa che avanza

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Gli Obama Boys sono in overdrive. Qui Stephanie Cutter si rivolge direttamente agli elettori per incalzare Mitt Romney sulla sua politica fiscale, forse uno dei primi spot in cui la campagna del Presidente affronta de visu gli avversari. Si avvicina l’Iowa.

Written by nomfup

dicembre 22, 2011 at 8:04 am

Pubblicato su USA

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