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Blair chi?

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Di gran lunga più interessante di quello di governo, il reshuffle laburista si configura per la stampa britannica come una vera e propria purga nei confronti dei blairiani. Retrocessi Jim Murphy, Liam Byrne e Stephen Twigg (che, comunque, difficilmente potrebbe figurare tra i fedelissimi di Tony, ma comunque), quasi via Lord Falconer (si occuperà, a suo tempo, della transizione al governo), promossi brownites come Ivan Lewis (al Nord Irlanda), Michael Dugher e Spencer Livermore che diventa il capo della campagna elettorale.

Molte donne in posti chiave: Rachel Reeves al lavoro, Gloria De Piero ministro-ombra alle donne, Emma Reynolds alla casa, Maria Eagle all’ambiente, Mary Creagh ai trasporti. In evidenza Tristram Hunt all’istruzione e, soprattutto, Douglas Alexander che sarà a capo della strategia per la campagna elettorale, forse la piazza più ambita.

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Written by nomfup

ottobre 7, 2013 at 7:10 pm

Pubblicato su UK

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Rimpastando

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No, non è una parolaccia tutta italiana, quella del rimpasto. In Inghilterra, di tanto in tanto, provvede a giornalisti, lobby e Westminster quel brivido che serve ad andare avanti. Oggi è giorno di reshuffle a Downing street, e non solo. Perché da quelle parti sono fatti così: se rimpasta uno, rimpasta anche l’altro. Così, all’annuncio che la squadra di governo cambia, cambia anche l’assetto del governo ombra di Ed Miliband (che, a questo punto, dovrebbe licenziare il nuovo team che lo porterà alle prossime elezioni).

Al governo se ne sono andati Chloe Smith, ex-giovane promessa prima di schiantarsi contro Jeremy Paxman, e John Randall (Deputy Chief Whip). A fine mattinata anche il titolare alla pesca Richard Benyon. Dentro il nuovo ministro per la Scozia, il libdem Alistair Carmichael, al posto di Michael Moore, anche qui contano molto le prossime elezioni (al posto di Carmichael come Chief Whip libdem arriva Don Foster). La Scozia è una delle faglie del nuovo assetto su cui sta lavorando David Cameron, con il referendum che pende e la leadership di Alex Salmond da contrastare.

Prepararsi a molte donne sia al governo (occhio a Esther McVey, la cerebrale Liz Truss  e Amber Rudd) che all’opposizione, e al mix etnico (di cui, ad esempio, dovrebbe beneficiare il 43enne Sajid Javid per uno strapuntino nel Cabinet). Anche se per Cameron la priorità si chiama Nord. Di sicuro Matt Hancock, già strettissimo collaboratore di Osborne, potrebbe vedere ampliato il suo duty, vedremo.

E ricordarsi che il posto-chiave che fu di Tom Watson, quello di coordinatore della organizzazione del Labour, è vacante, e che potrebbe andare a Douglas Alexander, molto in ascesa. Poi si conteranno quanti blairiani saranno sfuggiti alla mannaia, se la “noiosa” Rachel Reeves ce la farà a farsi largo, se le unghie di Ed Balls subiranno una limatina, se Andy Burnham – sempre più un imbarazzo per Ed – sarà fatto fuori e quanto sindacato ancora dovrà scontare il Labour.

Update:

Dentro Esther McVey al lavoro, al posto di Mark Hoban (sempre al lavoro sale di grado Mike Penning, finora al Nord Irlanda, da oggi coperto da Andrew Robathan). Confermata la promozione di Sajid Javid alle Finanze e Greg Hands, altro fedelissimo di Osborne, che diventa Deputy Chief Whip. Greg Clark entra nel Cabinet, quando si discuterà di temi urbani e metropolitani. Una donna torna nella squadra del Tesoro, si tratta di Nicky Morgan, confermando la tendenza rosa che dovrebbe guidare il reshuffle. Fuori un altro libdem, Jeremy Browne, perde l’incarico agli Interni a favore di Norm Baker. Un’altra libdem guadagna una poltrona ed è Susan Kramer, ora sottosegretario ai trasporti.

Interessanti i profili di McVey e Javid: la prima, fortysomething, ex-presentatrice televisiva, finora ministro all’handicap, fa parte dell’intake del 2010, la leva di “cameroons” che è entrata in Parlamento nell’ultima tornata elettorale; il secondo, figlio di un autista di autobus, cresciuto nei sobborghi di Bristol, islamico sposato con una cristiana, 43enne, uomo di finanza, tra Chase Manhattan Bank e Deutsche Bank, è la risposta alla ascesa di Chuka Umunna (e al declino, invece, di Adam Afriye).

Update 2:

Confermata la promozione di Matt Hancock che diventa Minister of State for Skills and Enterprise (era sottosegretario). In ascesa anche George Eustice, ex-addetto stampa di Cameron, ora sottosegretario all’agricoltura; il northerner Robert Goodwill e Shailesh Vara, in quota multietnica. Il vincitore del reshuffle finora appare il Cancelliere.

Cominciano a muoversi le placche anche in casa Labour, via dallo shadow cabinet il blairiano Liam Byrne, fuori anche Stephen Twigg, ministro ombra all’istruzione; Jim Murphy cacciato dalla difesa e “promosso” allo sviluppo internazionale. Per ora una purga vera e propria.

Written by nomfup

ottobre 7, 2013 at 11:48 am

Pubblicato su UK

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Reshuffle

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Il rimpasto del governo Cameron è in corso, ma i fondamentali sono stati fissati. E sono quelli di uno spostamento a destra, simboleggiato dalla promozione di Chris Grayling alla giustizia e dal ridimensionamento del ruolo di Ken Clarke (che resta nell’esecutivo come ministro senza portafoglio). A sorpresa, ma non troppo, il passaggio alla sanità di Jeremy Hunt, pesantemente coinvolto nello scandalo delle intercettazioni: segno che la sua permanenza alla cultura non era più possibile, ma che il rapporto con Rupert Murdoch resta il vero nodo che stringe non solo il passato, ma anche il futuro di questo esecutivo (ragion per cui Hunt viene promosso). Restano per Cameron diverse grane, oltre alla definizione di tutte le caselle del governo: prima fra tutte, la questione della terza pista di Heathrow che spacca il partito e che il premier ha preso per le corna, rottamando Justine Greening (che è contraria) ai trasporti.

Written by nomfup

settembre 4, 2012 at 1:47 pm

Rimpasto in vista, ecco i nomi

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Aria di rimpasto in Gran Bretagna, si parla della prossima settimana e già impazza il toto-ministri. Una promozione dovrebbe spettare a Grant Shapps (sopra, mentre salta con l’elastico qualche mese fa), mercuriale ministro alla casa in predicato di sostituire Sayeeda Warsi come presidente del partito conservatore.

Chissà poi se ce la farà la cerebrale Liz Truss a guadagnarsi un posticino in campo scolastico?

E il fedelissimo di George Osborne, Matt Hancock riuscirà a resistere al brutto momento che sta passando il suo mentore e prendersi uno strapuntino al governo? Da tutti è dato, comunque, per certo il rientro del liberaldemocratico David Laws, fatto fuori una prima volta dall’esecutivo per una questione di affitti non denunciati.

Written by nomfup

settembre 1, 2012 at 11:06 am

Mili Band

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Allacciate le cinture

A pochi giorni dal congresso, Ed Miliband fa qualche passo avanti in direzione del ricambio generazionale che la conference di Liverpool aveva a malapena accennato, con un rimpasto lampo del suo governo ombra. Via un po’ a sorpresa due pezzi grossi come John Denham (un brownite da sempre vicino a Ed, non si ricandiderà alla prossima tornata elettorale) e John Healey, dentro molti volti nuovi entrati in Parlamento appena un anno fa. Come l’Obama britannico Chuka Umunna che diventa ombra per business e innovazione o Rachel Reeves che è stata nominata shadow del segretario generale del Tesoro. La scelta più delicata riguarda il rientro in campo di Stephen Twigg che dovrà vedersela con il conservatore Michael Gove sulla scuola: terreno su cui sarà interessante capire quale direzione prenderà il partito, se verso una difesa a spada tratta dell’attuale sistema o più aperto alle innovazioni di ascendenza scandinava che il governo Cameron corteggia ormai da mesi. Undici le donne su ventisette posti, intatti i posti chiave per Ed Balls, Yvette Cooper e Douglas Alexander, rientra in pista Caroline Flint all’energia e gloria per Tom Watson che, grazie alla sua battaglia contro l’impero di Rupert Murdoch, si guadagna i galloni di responsabile delle campagne elettorali del Labour. Che, a questo punto, comincia a somigliare un po’ di più al suo leader. (foto tratta da Zimbio)

Papindreou

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Il cerchio si stringe

Written by nomfup

giugno 16, 2011 at 3:09 pm

Il dolo incontinente

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Solo chi ricatta riesce a trovare ascolto. Avanti così non può durare.

Il leader di Alleanza di Centro, Francesco Pionati oggi su La Stampa, retroscena di Ugo Magri.

Written by nomfup

aprile 20, 2011 at 10:14 am