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Posts Tagged ‘Douglas Alexander

David, il sequel

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David Miliband ha firmato assieme a Douglas Alexander un articolo dalla convention democratica di Charlotte. Come tutte le cose che fa Miliband, ovviamente, subito tutto viene letto come un più o meno velato attacco all’attuale leader del Labour, suo fratello Ed. Il punto, però, non è tanto questo, che riguarda la cremlinologia laburista, ma la questione di quale lezione venga dai democratici americani. E il cuore delle risposte date da Miliband e Alexander è questo:

We win by looking like the whole of the country not just part of it. The Democrats, like Labour, cannot rely only on the New Deal coalition of the organised working class. So they are embracing the rising classes and groups in society such as Latinos and middle-income women.

Potrà sembrare una vecchia ricetta, risalente ai vituperati anni ’90, ma  – come si sta accorgendo François Hollande in Francia – potrebbe essere una risposta da prendere sul serio, senza nostalgie. Come faceva, d’altronde? It’s the economy, stupid.

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Written by nomfup

settembre 9, 2012 at 10:45 am

Mili Band

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Allacciate le cinture

A pochi giorni dal congresso, Ed Miliband fa qualche passo avanti in direzione del ricambio generazionale che la conference di Liverpool aveva a malapena accennato, con un rimpasto lampo del suo governo ombra. Via un po’ a sorpresa due pezzi grossi come John Denham (un brownite da sempre vicino a Ed, non si ricandiderà alla prossima tornata elettorale) e John Healey, dentro molti volti nuovi entrati in Parlamento appena un anno fa. Come l’Obama britannico Chuka Umunna che diventa ombra per business e innovazione o Rachel Reeves che è stata nominata shadow del segretario generale del Tesoro. La scelta più delicata riguarda il rientro in campo di Stephen Twigg che dovrà vedersela con il conservatore Michael Gove sulla scuola: terreno su cui sarà interessante capire quale direzione prenderà il partito, se verso una difesa a spada tratta dell’attuale sistema o più aperto alle innovazioni di ascendenza scandinava che il governo Cameron corteggia ormai da mesi. Undici le donne su ventisette posti, intatti i posti chiave per Ed Balls, Yvette Cooper e Douglas Alexander, rientra in pista Caroline Flint all’energia e gloria per Tom Watson che, grazie alla sua battaglia contro l’impero di Rupert Murdoch, si guadagna i galloni di responsabile delle campagne elettorali del Labour. Che, a questo punto, comincia a somigliare un po’ di più al suo leader. (foto tratta da Zimbio)

La guerra dei Roses

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Gli otto giorni di Brown a Blair, di suo pugno

Il Telegraph utilizza il modello dei cablogrammi di Wikileaks e spara un archivio intero di file che dovrebbero dimostrare come Ed Balls, il fedelissimo di Gordon Brown, abbia tramato a tutto spiano contro Tony Blair.

Balls contro resto del mondo

Niente che non fosse già noto e arcinoto alle cronache politiche britanniche. Ma il livello dello scontro che ha diviso il New Labour, in particolare negli ultimi anni, dal 2005 per intenderci, lascia veramente allibiti (compreso il fatto che la “cospirazione” abbia avuto luogo addirittura nei giorni immediatamente successivi alle bombe nella metro di Londra).

Ma che t'ho fatto di male?

Carteggi tra Brown e Blair per definire una transizione senza troppo spargimento di sangue (politico, s’intende), trame, complotti, spin, sondaggi (il “progetto Volvo“, così veniva chiamato il programma di rebranding di Brown).

Ombre su Ed

Le rivelazioni vengono minimizzate dal Labour, ma rischiano di minare la credibilità di molti degli attuali vertici, da Ed Miliband allo stesso Balls ovviamente, fino a Douglas Alexander.

Written by nomfup

giugno 10, 2011 at 12:29 am

Ti presento i miei

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Con i vertici del Labour

So Red the Rose

Written by nomfup

maggio 25, 2011 at 11:56 am

Rimpasti

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Io me ne andrei

All’improvviso, nel campo laburista, scoppia una bomba: le dimissioni di Alan Johnson da cancelliere ombra. Al suo posto dovrebbe entrare è andato Ed Balls, con la moglie Yvette Cooper shadow agli interni e Douglas Alexander agli esteri. Primo crisis management per Ed Miliband, delicatissimo.

Julianna Smoot

Dall’altra parte dell’Atlantico, sarà invece Jim Messina a coordinare la campagna di rielezione di Barack Obama nel quartier generale di Chicago. Al suo fianco Julianna Smoot, la segretaria sociale della Casa Bianca, e Jennifer O’ Malley Dillon dal DNC (al suo posto dovrebbe subentrare l’attuale consigliere politico del Presidente, Patrick Gaspard). Con i due David, Axelrod e Plouffe, a scambiarsi di posto tra Chicago e Washington.

Il premier ombra

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Dicono di lui

Il Guardian ha messo le mani su una anticipazione di circa 8 minuti di un documentario, in uscita a fine mese al London Film festival, su Peter Mandelson nei mesi cruciali della campagna elettorale.

Così ridevano

Pieno di particolari gustosi, che certo risulteranno poco graditi all’establishment laburista, il film di Hannah Rotschild è un impietoso ritratto della fine del New Labour.

Ombre rosse

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Ed Miliband e Douglas Alexander

 

La lista del governo ombra del Labour di Ed Miliband è pronta, mancano solo gli incarichi.

 

 

Sadiq Khan in pista

 

Entrano i fedelissimi del fratello David, Douglas Alexander e Jim Murphy e la pattuglia al gran completo dei suoi sostenitori come Hilary Benn e Sadiq Khan.

 

Tra moglie e marito

 

Il posto di cancelliere ombra se lo litigheranno in famiglia Ed Balls e Yvette Cooper (la più in vista delle nove donne dello shadow cabinet). Spazio anche per Andy Burnham – ma non per Diane Abbott – tra gli avversari di Ed nelle primarie.

 

Liam Byrne in corsa

 

Lungo il crinale Blair/Brown ricadono nel primo campo Liam Byrne (uno dei nomi in ascesa nel Next Labour), Alan Johnson, la ribelle Caroline Flint e Tessa Jowell, mentre tra i brownites spiccano Ivan Lewis e le gemelle Angela e Maria Eagle.

 

Caroline Flint, versione femme fatale

 

Domani dovrebbero essere annunciati gli incarichi.

Update:

Il chi è chi del nuovo governo ombra sull’imperdibile sito di Sion Simon, Labour Uncut.