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Il caso Matteotti

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Da qualche giorno in televisione gira lo spot della Presidenza del Consiglio sulla sesta edizione del Premio intitolato a Giacomo Matteotti (qui sotto nella sua versione 2009, riproposta oggi):

Tra le immagini di “forte impatto emotivo”, come avverte il sito di Palazzo Chigi, scelte a corredo del video, però, neanche una che riguardi il fascismo o Mussolini.

Benito Mussolini

Piuttosto scene dalla caduta del Muro di Berlino, con sovrimpressa la scritta “Libertà”; poi immagini dall’Africa per commentare la “giustizia sociale” e dalla Firenze allagata nel 1966, con gli angeli del fango all’insegna della “fratellanza tra i popoli”.

La caduta del Muro

Delle squadracce che rapirono e uccisero il parlamentare antifascista non c’è traccia, così come del celebre discorso di Matteotti in Parlamento o della autodifesa di Mussolini fra le “aule sorde e grigie”.

Giacomo Matteotti

Regista dello spot Renzo Cerbo, un passato come autore Mediaset, che oggi lavora con la Melros production (tra i loro clienti varie emittenti televisive, la Fiera di Milano e Forza Italia).

Update:

La polemica è montata. Assist prezioso di Dagospia, sponda di Repubblica.it, rilancio puntuale in Parlamento e oggi lo strano caso della scomparsa del fascismo dagli spot su Matteotti fa parlare anche Corriere, Repubblica e L’Unità.

Update 2:

Ci è toccato ricaricare il video del premio Matteotti perchè qualcuno …  lo aveva rimosso dal web. E’ la seconda volta che ci capita con i video del governo.

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Written by nomfup

marzo 18, 2010 a 3:43 pm

Pubblicato su Italia, Regionali 2010

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3 Risposte

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  1. Nomfup, ma lo sapete che dopo questo post di ieri oggi dello spot sul premio Matteotti parlano anche Repubblica e Corriere?

    Mary Quant

    marzo 19, 2010 at 10:38 am

  2. Bravi, bravi , bravi !
    Scusate ma guardatevi il video ufficilae di Meno male che Silvio c’è: stesso inizio con chiaroscuro caravvagesco e poi crescendo di luci e facce con un forte e neutro messaggio “W la libertà!”

    Qualcuno ricordi al lor signori che Matteotti è morto per la democrazia e non per un astratto concetto di libertà, che senza regole sarà sempre e solo libertà del più potente e prepotente di fare quello che gli pare.

    residentevil

    marzo 19, 2010 at 11:58 am

  3. […] costringere Palazzo Chigi a una precisazione sulla famigerata storiella del pollo. O provocare un misirizzi sul premio Matteotti. O ancora essere chiamati da un quotidiano nazionale a dare le pagelle alla […]


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