Articoli con tag ‘immigrazione’
West Ring
Il Presidente Bartlet … no, cioè, Martin Sheen assieme al figlio Emilio Estevez chiacchierano con il Boston Herald sul film che hanno realizzato insieme, un viaggio intimistico sul Camino di Santiago. A un certo punto dell’intervista, però, spunta Silvio Berlusconi, a proposito dell’immigrazione. Dice Sheen, caustico:
The Spanish government, and western Europe has really stepped it up, with education, government sponsorship, with jobs for the Gitano community. They’re the only ones. In fact while we were shooting, Berlusconi was rounding them up in Rome. Each one got $80 and a plane ticket. He didn’t give a damn. He was using it for politics. It’s very easy to jump on the immigrant bandwagon nowadays. Either it’s the Arabs or the gypsies, they’re all guilty.
Coalizione a rischio
Il discorso di David Cameron sull’immigrazione ha provocato una durissima reazione da parte di Vince Cable, numero due dei liberaldemocratici al governo e ministro delle finanze dell’esecutivo gialloblu.
“Assai imprudenti” le considerazioni consegnate dal premier nell’Hampshire, a rischio di infiammare l’estremismo islamista: così Cable, in una giornata interminabile di precisazioni e gelide controrepliche.
Tensione mai così alta nel cuore di Downing street, a meno di un mese dal referendum sul sistema elettorale su cui i libdem si giocano tutto.
Chiamami Iena
Anche in Italia avete problemi: immigrati, la crisi libica e una signorina che si chiama “Ruby the Heartbreaker”.
John Carpenter, intervistato da Arianna Finos per Repubblica.
Winternazionale
Per promuovere il turismo in Perù si ironizza sull’immigrazione clandestina. Acuto, amaro.
Multiband

Critico
David Miliband torna in pista, con un editoriale sul Guardian nel quale se la prende con il “liberalismo muscolare” di David Cameron su immigrazione e multiculturalismo:
The centre of British politics are the “identity ambivalents” and “cultural integrationists”. Cultural integrationists accept diversity as long as there is an integrated national culture, the rule of law, and respect for authority. This is the group to which David Cameron’s call for a “muscular liberalism” is targeted. They are a quarter of the population. But the real swing voters are identity ambivalents (28%): economically insecure, worried about their local community, feeling threatened but open-minded and accepting of diversity – as long as their security is not threatened. So they feel more wage and job pressure from immigration, are anxious about their family’s financial future, but are, for example, much less likely to think “Muslims create problems in the UK” than cultural integrationists.
Che avevate capito?
C’è un paese europeo, affacciato sul Mediterraneo, governato da una maggioranza divisa e litigiosa, in drammatico calo di consensi. Ora uno degli esponenti di spicco di questa maggioranza ha deciso di correre in proprio, si è fatto un partito e cannoneggia quotidianamente il Presidente. L’ultimo scontro sull’immigrazione. L’entourage del Capo schiuma veleno e approfitta di ogni occasione per sottolineare come il rivale sia ormai fuori dalla maggioranza, un uomo dell’opposizione, che rischia di consegnare il Paese al caos. Sui giornali si parla solo di rimpasti, crisi, nuove alleanze. Ma lui va dritto, sicuro che alle prossime elezioni sarà lui a sfidare il Presidente e a vincere, dando vita a una nuova destra, liberale, solidale. In Francia.



