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Articoli con tag ‘giornali

Quando digitale voleva dire con le dita

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Oggi su Europa si parla molto di come sta cambiando il giornalismo, tra carta e digitale.

 

Scritto da nomfup

marzo 13, 2013 alle 10:09 am

L’età della carta

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gennaio 22, 2013 alle 3:46 pm

Pubblicato in Mondo

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Il corriere dei piccoli

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Scritto da nomfup

gennaio 17, 2013 alle 11:34 am

Pubblicato in Mondo

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Piccolo spazio pubblicità

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Il giornale come un kolossal.

Scritto da nomfup

gennaio 11, 2013 alle 8:55 am

Pubblicato in UK

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Winternazionale

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Benvenuto inverno.

Scritto da nomfup

dicembre 22, 2012 alle 5:36 pm

Pubblicato in Mondo

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Twittereporter

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Cosa è diventato Twitter per i giornalisti. (h/t: Giorgio Vezzosi)

Scritto da nomfup

novembre 16, 2012 alle 12:05 pm

Pubblicato in USA

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Nuova Europa

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Oggi Europa riparte, così. Più snella, sempre di qualità, sicuramente più bella.

 

Scritto da nomfup

novembre 15, 2012 alle 9:59 am

Pubblicato in Italia

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E’ ancora la stampa, bellezza

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Forse non è il caso di farla così semplice sul passaggio di testimone tra carta e web. Almeno per come la mette Claire Enders, fondatrice della società di ricerca sui media Enders Analysis, che è andata davanti la commissione Leveson in Gran Bretagna (qui sopra in un interessante video di archivio). Prefigurando un panorama piuttosto depressivo - ma dai? – per il futuro dell’informazione, visto che l’online – secondo Enders – non è ancora in grado di sostituire la carta stampata. Cifre ed esempi si possono trovare qui, nella trascrizione della audizione. In particolare, il punto stressato da Enders riguarda gli investimenti sul giornalismo di inchiesta e di qualità:

We have the paradox that the consumer of the newspaper is prepared to pay a pound plus to consume a product that that person will read for 40 minutes a day. That is the reality. That product is really quite different from a website, which is grazed, you know, to the tune of — I think the average news site user is 15 minutes a month, as I mentioned. That’s half a minute a day. It’s not a significant engagement. People will not pay for something with which they’re not significantly engaged.

A oggi, ha sottolineato nel corso della sua testimonianza, inchieste come quelle sulle intercettazioni del gruppo Murdoch o sui rimborsi ai parlamentari inglesi sono state finanziate e sostenute dalla carta stampata, e non dal digitale:

So I think we do know that the digital revenues - there is a very famous view by an American which referred to digital as the transition between anaogue dollars and digital pennies, and I think we know that those digital pennies do not pay for origination and that the origination of hard news has continued to be the preserve primarily of the newspapers – regional and national newspapers in this country and elsewhere, and I think that is why we do know all of this myriad of enterprises, whether it’s HuffPo, Huffington Post or - that they’re interesting phenomena, they may be heavily used online, they may get a lot of buzz in the papers, but in terms of being able to really employ journalists to do very complex work — I mean, the Trafigura investigation, the Wikileaks, the MPs’ expenses scandal, the phone hacking story — these are not enterprises that have been taken forward by any enterprise but print enterprises.

Scritto da nomfup

luglio 18, 2012 alle 8:18 am

Pubblicato in Mondo, UK

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Era la stampa, bellezza

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da Ffffound

Sul rapporto tra carta stampata e Rete si scrive e ragiona da tanto, tantissimo tempo. Con argomentazioni appassionanti che faticano, però, a indicare una e una sola strada. Perché, per fortuna, ce ne saranno cento, mille. A fallire e fare un passetto avanti. Verso dove, non lo sappiamo. Ma sappiamo, marzullescamente, che ci arriveremo insieme, stremati, ma insieme. Oggi su Europa si prova ad accendere un cerino. Da Busana, arriva anche il chiarore di Tigella. Buon segno.

Scritto da nomfup

aprile 18, 2012 alle 9:20 am

Ultima pagina

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Piero Vietti e Federico Sarica riflettono sul Foglio sul futuro dei giornali, quelli di carta e quelli digitali. Lettura domenicale, gravida di disperato futuro. E se il – un? – modello per uscirne fosse proprio quello della strafica rivista Studio (qualità, mix elegante presidio cartaceo e aggiornamento online, alto e pop)? Compiti a casa per tutti i quotidiani, di opinione, mainstream, nostrani e oltrecortina.

Scritto da nomfup

febbraio 12, 2012 alle 4:02 pm

Pubblicato in Italia, USA

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