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Il ragazzo della via Politkovskaja

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Si chiama Andrea Riscassi ed è mio fratello.

Written by nomfup

giugno 14, 2013 at 11:25 am

Pubblicato su Italia

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Anna, Tiziana, Andrea, Nazareno

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Cover story

Le persone fanno sempre la differenza, ognuno con il suo stile, con il suo tocco, inimitabile. Questa la cosiddetta “pre-home” del sito del Partito Democratico oggi. Tiziana Ragni e Andrea Riscassi, il Pd e Anna Politkovskaja. Intorno tutto molto confuso, qui chiaro, chiarissimo, cristallino.

Written by nomfup

ottobre 5, 2012 at 9:04 am

Elsa e Anna

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La clip di Elsa K, lo spettacolo tratto dal lavoro di Andrea Riscassi sulla drammatica realtà cecena.

Written by nomfup

ottobre 26, 2011 at 12:25 am

Pubblicato su Mondo

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Piccolo spazio pubblicità

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A proposito di comunicazione politica, è uscito il libro di Gian Piero Piretto, Gli occhi di Stalin: La cultura visuale sovietica nell’era staliniana (Raffaello Cortina Editore).

Il piccolo padre

Qui lo recensisce Andrea Riscassi della associazione Annaviva che si occupa di diritti umani e democrazia:

È partendo da queste differenze che arriviamo nel cuore della matrioska del regime sovietico, nell’iconografica piazza Rossa: «La cultura della propaganda sovietica a differenza di quella nazista era centripeta: non immense aree trasformate in spazio consacrato attorno a monumenti significativi disseminati per il paese ad accogliere le adunate di massa in occorrenza delle feste nazionali. Non il Volk tedesco che indiscriminatamente vi confluiva sempre più numeroso e il Führer che vi si trasferiva per l’occasione, ma una tendenza vettoriale mirata al cuore del paese e all’unico territorio simbolicamente ed eccezionalmente ritenuto sacrale, la piazza Rossa, con Stalin che da là non si spostava, riservata, e per questo maggiormente ambita dai pochi che avessero meritato il diritto a quell’iniziatico passaggio di soglia». Da quella piazza-icona, Stalin non si spostò nemmeno per andare a festeggiare la vittoria a Berlino. Fatto di cui si pentì ma cui rimediò la propaganda filmica di regime. In quella piazza nelle feste di regime sfila l’élite staliniana, in marcia davanti agli occhi del sovrano: per mirare ed essere mirata. Il body politic di Stalin si materializza nella sua staticità messianica (a differenza dell’iconografia “movimentista” di Lenin) e soprattutto nel suo sguardo, vero centro del potere sovietico.

Written by nomfup

febbraio 10, 2010 at 1:23 pm

Pubblicato su Mondo

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