Articoli con tag ‘Andrea Riscassi’
Anticorpi alla videocrazia

Stasera a Milano la presentazione del libro di Andrea Riscassi, Anticorpi alla videocrazia. Un perfetto manuale di videogiornalismo, ma anche una riflessione approfondita sulla politica e la comunicazione oggi. Nasce come un libro di testo universitario, ma si evolve in un diario militante, in presa diretta – di un giornalista che ha lavorato con Enzo Biagi e ha fatto il cronista di guerra – della campagna elettorale permanente in cui siamo calati tutti, tra televisione e social network. Appuntamento alle 21 allo Spazio Melampo (Via Tenca 7). In preparazione anche una presentazione romana, più avanti.
Anna, Tiziana, Andrea, Nazareno
Le persone fanno sempre la differenza, ognuno con il suo stile, con il suo tocco, inimitabile. Questa la cosiddetta “pre-home” del sito del Partito Democratico oggi. Tiziana Ragni e Andrea Riscassi, il Pd e Anna Politkovskaja. Intorno tutto molto confuso, qui chiaro, chiarissimo, cristallino.
Scusi, sa dirmi dove rimane via Politkovskaja?
Dietro alla mozione dei consiglieri comunali Luca Gibillini, Marco Cappato e Filippo Barberis che impegna l’amministrazione milanese a dedicare una via, una piazza o un luogo della città alla memoria di Anna Politkovskaja c’è il lavoro instancabile, appassionato di Andrea Riscassi.
Lui non lo ammetterà mai, perché è uno di quei milanesi che poco a sé e tutto agli altri, che si lavora e si cresce insieme, che ha senso profondo e personale della storia comune di una città civile, libera. Quindi, lo sentirete parlare di Annaviva, dell’impegno civile di questa associazione, delle firme di tante e tante persone, della sensibilità dei consiglieri comunali e del sindaco, di un sogno che – grazie alla approvazione del Consiglio comunale – rischia di diventare realtà (con il suo carico di polemiche e di nemici, beninteso).
Credetegli, ci mancherebbe. Ma ricordatevi che quello che sarà possibile lo sarà grazie a lui. Giornalista testardo e colto, spirito libero, ironico, coraggioso.
Io me ne Andrej

In Russia
Sul sito di Big Picture, tra le foto delle elezioni russe, spunta un grande amico di Nomfup, Andrea Riscassi che è stato a Mosca come watchdog. Foto di Alexey Sazonov/AFP/Getty Images.
Elsa e Anna
La clip di Elsa K, lo spettacolo tratto dal lavoro di Andrea Riscassi sulla drammatica realtà cecena.
Piccolo spazio pubblicità
A proposito di comunicazione politica, è uscito il libro di Gian Piero Piretto, Gli occhi di Stalin: La cultura visuale sovietica nell’era staliniana (Raffaello Cortina Editore).

Il piccolo padre
Qui lo recensisce Andrea Riscassi della associazione Annaviva che si occupa di diritti umani e democrazia:
È partendo da queste differenze che arriviamo nel cuore della matrioska del regime sovietico, nell’iconografica piazza Rossa: «La cultura della propaganda sovietica a differenza di quella nazista era centripeta: non immense aree trasformate in spazio consacrato attorno a monumenti significativi disseminati per il paese ad accogliere le adunate di massa in occorrenza delle feste nazionali. Non il Volk tedesco che indiscriminatamente vi confluiva sempre più numeroso e il Führer che vi si trasferiva per l’occasione, ma una tendenza vettoriale mirata al cuore del paese e all’unico territorio simbolicamente ed eccezionalmente ritenuto sacrale, la piazza Rossa, con Stalin che da là non si spostava, riservata, e per questo maggiormente ambita dai pochi che avessero meritato il diritto a quell’iniziatico passaggio di soglia». Da quella piazza-icona, Stalin non si spostò nemmeno per andare a festeggiare la vittoria a Berlino. Fatto di cui si pentì ma cui rimediò la propaganda filmica di regime. In quella piazza nelle feste di regime sfila l’élite staliniana, in marcia davanti agli occhi del sovrano: per mirare ed essere mirata. Il body politic di Stalin si materializza nella sua staticità messianica (a differenza dell’iconografia “movimentista” di Lenin) e soprattutto nel suo sguardo, vero centro del potere sovietico.

